martedì 4 febbraio 2025
giovedì 26 settembre 2024
Super Cavie. Racconti satirici di transumanesimo e "pornodistopia"
Presentazione del libro Super Cavie alla biblioteca Casa del Parco - Roma
martedì 9 luglio 2024
Super Cavie. Racconti satirici di transumanesimo e "pornodistopia"
mercoledì 19 giugno 2024
giovedì 7 marzo 2024
"La zona d'interesse ovvero la banalità del "nor-Male"
mercoledì 8 febbraio 2023
1223 ultima fermata mattatoio
1223 ultima fermata mattatoio.
Di e con Elisa Di Eusanio e il ricercatore astrofisico e cantautore Emiliano Merlin, in arte unòrsominòre.
“Un viaggio lucido e delicato nei segreti più oscuri dell’industria zootecnica intensiva.”
Certi numeri sono destinati a passare alla storia, 1223 è tra questi. Attaccato all’orecchio di una mucca, il tagliandino cifrato rappresenta il business, lo sfruttamento intensivo di un corpo. 1223, una “fattrice” da latte, stuprata meccanicamente, sforna figli a ripetizione. Appena il musetto emerge dal ventre materno, il figlio le viene strappato via, senza pietà, il cucciolo non può bere il suo latte destinato agli umani, gli eterni poppanti.
Chiusi nei recinti i piccoli piangono disperatamente, dov’è la mamma? Alcuni finiscono nei recipienti degli scarti ancora vivi.
È importante la specie di appartenenza? Ci piace soffrire? No di certo, a nessuno piace. Neanche agli animali. Esseri senzienti bellissimi, emotivamente migliori di noi. Quale altra specie crea catene di allevamenti lager per arricchirsi? Poi ci sono gli “Occhio-non-vede-cuore-non-duole”, pessima scusa, ormai i filmati delle sevizie girano ovunque in rete e in televisione. Chi li mangia è il mandante, collabora di mascella alla strage.
170 miliardi di animali da “cibo” sterminati ogni anno da otto miliardi di boccucce di rosa…
Ne cito solo un’altra.
Le maiale da riproduzione, vivono segregate, schiacciate perennemente in gabbie metalliche al solo scopo di generare figli-prosciutto, figli-salame, figli-mortadella. Dopo cinque anni, sbrindellate, con gli occhi fuori dalle orbite per l’agonia incessante, vengono macellate. Anche loro sono fattrici, però quelli con i sentimenti siamo noi.
Elisa Di Eusanio, attrice fuoriclasse e il bravissimo unòrsominòre, hanno creato un progetto straordinario, 1223 ultima fermata mattatoio.
Il linguaggio dello spettacolo riunisce la performing art, la narrazione, la live music, la digital art.
C’è l’impossibile storia d’amore tra la mucca 1223 e un giovane vitellone da carne, c’è il loro agognato contatto mentre stipati insieme agli altri bovini, viaggiano verso il macello. Ci sono le poetiche canzoni rivoluzionarie di unòrsominòre, i filmati tristi e necessari. Poi il pezzo d’antologia di Elisa Di Eusanio. L’attrice, una macellatrice dalle mani insanguinate, mima le regole standard della macellazione di animali dettata dalla voce fuori campo. In poche parole la grande follia schizofrenica della nostra società. Mi ha ricordato Chaplin.
Nel finale unòrsominòre ci coinvolge in un affascinante viaggio cosmico, dove noi, pulviscolo stellare per nulla diverso dal pulviscolo di mucche, criceti o libellule, ci siamo creduti dei giganti sprecando l’occasione di goderci il nostro paradiso. Grave errore. Speriamo nella prossima volta, ammesso ci sia.
mercoledì 19 ottobre 2022
LUCIANO SALCE - L'ironia è una cosa seria
Racconto un piccolo aneddoto: un giorno siamo andati dalla famosa turca di via Giulia per farci leggere i fondi del caffè, lui però non ha voluto la divinazione, ascoltava interessato la mia.
«Perché?» gli ho chiesto,
«Ieri una yemenita mi ha letto il futuro in una sfera di cristallo e mi ha detto, se domani berrai il caffè da una turca avrai terribili dolori di pancia». Aveva la battuta sempre pronta. Riusciva a sdrammatizzare anche i momenti più dolorosi della sua vita. L’8 settembre del 1943 viene fatto prigioniero dai tedeschi e internato in un campo di lavoro nazista. Fugge, ma tradito da alcuni suoi connazionali viene deportato a Dachau, sarà libero solo nel 1945. Nel diario liquida quel periodo terrificante come «Due anni difficili»
L’ironia è dei geni.
Artista scomodo, coraggioso, anticonformista, indipendente, non piace alle élite politiche. Mette in ridicolo il potere, di qualunque “colore” sia. Tra i suoi capolavori “Il federale”, “La voglia matta”, “Fantozzi”, il bellissimo e semisconosciuto “Colpo di Stato”. Satira di fantapolitica girato quasi come un mockumentary racconta le elezioni politiche del 1972. La democrazia cristiana al potere è sicura di vincere, sostenuta dai soliti noti, il Papa con il suo entourage pretesco, plotoni di suore addestrati per costringere vecchietti e disabili a votare DC, memorabile la scena della monaca uscita dalla cabina elettorale con il nonno in carrozzella. Un piccolo incidente fa cadere la coperta che imbacucca il vecchietto, tolto il sipario di lana rimane il cadavere, il nonno in realtà è morto stecchito da una settimana. Non c’è solo la Chiesa tra i compari di merende democristiani, nel film sfilano loschi affaristi, banchieri, multinazionalisti e soprattutto i nostri padroni assoluti: gli americani. La DC non può perdere. Il demiurgo con la macchina da presa però decide il contrario. Vincono i comunisti. Da qui una girandola di avvenimenti caricaturali, a cominciare dalla semper serva e camaleontica TV di Stato pronta a trasmettere canzoni di sinistra antiborghesi…, “Se non è oggi sarà un altr’anno monache e preti lavoreranno…”
Lo zio Sam come prevedibile non ci sta, non perde le sue colonie per cederle ai russi, piuttosto le distrugge.
Una serie di missili atomici si ergono pronti a partire per annientarci. Five, four, three, two, one… non rivelo il finale.
Il film si può vedere su You Tube.
Terribile coincidenza con la nostra situazione attuale? Siamo nel 2022 ancora dominati dal padrone a stelle e strisce. Brevissimo cenno storico, nel 1943 gli americani, si ipotizza aiutati da Lucky Luciano, sbarcano in quella che Churchill definisce “Il ventre molle dell’Europa”, l’Italia, vengono per liberarci, così “a gratis”, va bé. Sempre grazie alla mafia, si ipotizza ancora che tra stragi e assassini di personaggi scomodi come importanti magistrati, tra cui Falcone e Borsellino, non ce li siamo più tolti.
Torniamo al parallelismo con il film. La civiltà del dollaro, per niente totalitaria, va bé, per proteggerci da un “altro” totalitarismo ci “obbliga” a entrare in guerra. Fantastico. Le erezioni nucleari sempre più turgide continuano a minacciarci e noi al solito ubbidiamo, sennò: Five, four, three, two, one… non rivelo il finale.
Ovviamente la pellicola fu censurata e osteggiata in tutti i modi per questo in pochi la conoscono. Il Grande Luciano Salce aveva tenuto testa ai nazisti cosa poteva spaventarlo ancora? Al momento attuale chi mai avrebbe il coraggio di fare un’opera di denuncia simile?
La maggioranza degli artisti è allineata alla società orwelliana.
À la guerre comme à la guerre.
L’ironia è una cosa seria, mostra curata da Emanuele Salce e da Andrea Pergolari, è un interessante percorso artistico e storico costruito con materiale principalmente inedito, tra foto, scritti, pagine di diario, filmati.
Da non mancare.
giovedì 31 marzo 2022
GLORIFICHIAMO IL NAZISTA
venerdì 18 febbraio 2022
martedì 25 gennaio 2022
LASCIATE CHE I BIMBI VENGANO A ME
venerdì 14 gennaio 2022
"NOLE" ME TANGERE
lunedì 6 dicembre 2021
Il RISUS PASCHALIS di Maria Caterina Jacobelli
venerdì 3 dicembre 2021
venerdì 12 novembre 2021
PRETOFILIA
«Lasciate che i bambini vengano a me» l’ha detto Lui, è scritto sul Vangelo mica sulla lista della spesa, potrebbero obiettare gli ecclesiastici. Sì, ma sul Vangelo non c’è scritto che poi dovevate “ciularveli” in “maniera sistemica” brutalizzandone anima e corpo.
“Une monstrueuse déflagration”, una mostruosa deflagrazione, così viene definito l’attuale rapporto Sauvé, nome del presidente della commissione, sulla pedofilia nella Chiesa francese. Negli ultimi 70 anni solo in questa nazione, le vittime abusate sono state 330.000. Scoperti gli altarini, (ennò?), i religiosi hanno deciso di porvi rimedio, di rimborsare gli agnellini sacrificati all’ingordigia ecclesiastica vendendo una parte dei loro infiniti beni immobiliari.
Sapete dove è stata presa la decisione dei vescovi? A Lourdes.
Un miracolo tira l’altro.
Vendendo “grazie” e gadget la farsa continua.
Nel blog del sito https://www.rossellamonaco.it/pretofilia/ un capitolo del mio romanzo “distopicomico”, “Orgasmi geneticamente modificati” – Effequ editore, inerente all’argomento, dove un personaggio straordinariamente “distopico” compie un’inesorabile vendetta…
mercoledì 3 novembre 2021
Evviva i No-Pappa di Altan
Evviva i No-Pappa di Altan
Il nostro genio del fumetto ha davvero bisogno di lisciare opportunisticamente il potere disegnando una vignetta con un bimbo allarmato che rifiuta il boccone di cibo? Il piccino si proclama un “No Pappa”.
Si stenta a credere sia lo stesso Altan di Trino, il divertente Dio stressato dal troppo lavoro. “Io esistoo” urla Trino al cielo in una crisi d’identità.
Bei tempi.
Tra l’altro la battuta non è nemmeno originale, la rete trabocca slogan simili. Il più famoso? “Io ho deciso non mi fermo ai semafori! Io sono No-Sem”. Davvero aveva bisogno di scopiazzare ‘sta robetta puerile? Allora potrei fare l’esempio di Napoli dove i “No-Sem” sono una miriade. “Zuccheriè” mi diceva Luciano De Crescenzo, “Per noialtri napoletani il semaforo rosso è solo un consiglio”. Fossero altrettanto filosofe, limitandosi ai suggerimenti, le multinazionali del farmaco non farebbero soldi a strafottere.
Caro Dio Trino, perché rischiare di cadere in quella che Kundera chiama l’immortalità ridicola. Lo scrittore fa un mirabile esempio mettendo a confronto Goethe e Beethoven. I due geni passeggiando per un viale termale si trovarono improvvisamente davanti l’imperatrice con la sua famiglia e la corte. Vedendoli Goethe si fece da parte e si tolse il cappello, mentre Beethoven si calcò ben bene il suo sulla fronte, continuando a camminare. Quando Goethe lo raggiunse, Beethoven gli disse tutto quello che pensava del suo servile comportamento da lacchè.
Per lungo tempo l’autore del Faust fu ricordato solo per questo, era caduto nell’immortalità ridicola. L’impasse ormai dimenticata è però impressa per sempre nel libro di Milan Kundera, “L’immortalità”.
Altan dovrà aspettare il giudizio della storia.
Cosa diranno le generazioni future sull’accettazione passiva e camaleontica di chi come lui avrebbe potuto far sentire la sua voce?
Dov’era finita la satira? Si chiederanno.
Perché mai il fumettista italiano si era unito all’élite maggioritaria nello spingere l’ombrello nel retto degli italiani?
Ai posteri l’ardua sentenza, appunto.
P.S.
Vediamo il lato positivo della vignetta. Se la estrapoliamo dal contesto green pass, il bambino ha perfettamente ragione a essere un No-Pappa. Con tutte le schifezze imboccate ai pargoli tale presa di coscienza è auspicabile. Pappe tossiche, zeppe di ormoni, antibiotici, anabolizzanti, zuccheri, grassi saturi, coloranti e “last but not least” l’orribile pratica di costringere bimbi innocenti a mangiare altrettanti animali innocenti. Salvo poi fargli vedere una mucca in televisione e dirgli, bella nevvero? Sì mamma, bellissima, ma non è mica quella che mi hai messo nel piatto? No caro, quella è carne, è un’altra cosa. La dissociazione cognitiva accompagnerà per sempre l’infante che infelice e obeso ingurgiterà hamburger convinto di mangiare un distillato di sorrisi bovini pascolanti in spot mentali.
Dunque lunga vita ai No-Pappa!
martedì 26 ottobre 2021
Sono tornati gli ultracorpi
Il regista Don Siegel, nel film del ‘56 “L’invasione degli ultracorpi”, ci mostra un’umanità vuota molto simile a quella dei nostri tempi. La differenza? Loro sono diventati così perché contaminati da semi provenienti dallo spazio.
Il protagonista rientrando da un viaggio di lavoro si accorge di come gli abitanti del suo paesino siano cambiati pur essendo rimasti gli stessi.
Dov’è il busillis?
Se tuo zio o un amico ti stringono la mano facendo le solite battute perché preoccuparsi? Semplice. Perché i semi spaziali di cui sopra, gli hanno cassato i sentimenti. Nulla è cambiato esteriormente o nei modi di fare, a parte una piccola porzione di cervello finita nello sciacquone.
Come possono dei semi spaziali aver provocato tutto ciò?
Ancora più semplice.
Sono diventati dei grossi baccelli, tipo quelli dei piselli, lì dentro hanno formato, cellula per cellula, gli umani da sostituire, sputando fuori delle copie perfette.
E la sostituzione?
Basta addormentarsi e si viene assorbiti dal proprio clone. Non c’è neanche da seppellire il cadavere. «Su fai la nanna, dopo starai meglio.» dice il doppione all’amico non ancora “baccellonato”. L’omologazione è indispensabile per la sopravvivenza dei clonati. Un solo individuo desto può crearti uno scompiglio pazzesco, si rischia l’effetto domino, e poi che facciamo ricominciamo daccapo?
O mettiamo gli irriducibili al rogo?
Naa.
Son metodi superati. Gli piazziamo il baccellone o “cosone” come lo chiamavano Tognazzi e Vianello in una parodia del film di Don Siegel, in cantina o nel salotto buono.
Voilà il dissidente si risveglia addormentato.
Vi ricorda qualcosa?
Facciamo finta che i semi spaziali rappresentino i diversi mezzi di comunicazione, tv, radio, computer, eccetera. I baccelloni le nostre calde coltri mentali dove poppiamo linfa mediatica. Eccoci trasformati in anaffettivi “cosoni”.
E guai a chi tenta di svegliarci, il sonnellino è sacro, pure se va avanti per tutta la vita. Dormendo persino la morte è sconfitta: i “morti” non muoiono, tutt’al più si rimboccano la lapide, come diceva qualcuno.
Congelato il sentimento di appartenenza al Tutto Cosmico, alla Madre Terra, sbiadito pure il dio cristiano, (mascherine e distanziamento hanno dato il colpo di grazia) l’essere umano si butta tra le braccia scientiste della medicina. Cerca la coesione attraverso la ripetizione ossessiva di una mimica conformante. Un gesto rituale.
Il buco.
Non più “sballo” da rivendicare contro il Sistema è il Sistema stesso a entrarti nel sangue.
L’omologazione sostituisce l’empatia. Uniformati ci amiamo, ignari di amare narcisisticamente una fotocopia.“Fermatevi il mondo intero è in pericolo, ascoltatemi o sarà troppo tardi, fermatevi” urla il protagonista del film mentre le macchine gli fanno il contro pelo su un’autostrada americana.
“FERMATEVI!”
P. S. “L’invasione degli ultracorpi” è un film da non perdere, soprattutto considerando questi tempi bui. Negli anni ’50 in America il maccartismo costringeva le Major a produrre film non impegnati ideologicamente e tantomeno simpatizzanti con i bolscevichi, così i registi contestatari usavano i B-Movie, soprattutto di fantascienza, per far passare attraverso allegorie più o meno fantasiose i loro messaggi.
mercoledì 6 ottobre 2021
“Lo stile dei racconti, sarcastico, dissacrante, comico-surreale, dove si mescola il più puro anelito al raggiungimento della perfezione con il bieco materialismo di un mondo spesso, grezzo, grossolano, si colora di inaspettati colpi di scena, si avvale di rapidi ribaltamenti delle situazioni narrative, si destreggia tra performances di tipo sessuale, aneliti di libertà, raffinati progetti di vendetta in cui i personaggi si muovono, sempre ricercando, a panorami deliranti, soluzioni originali, inaspettate, talvolta assurde: mai banali.”
giovedì 23 settembre 2021
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“Sette delitti, sette donne uccise presumibilmente da sette uomini” dice Barbara Palombelli, poi dice, “A volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, oppure c’è stato un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte?”
Tremate, tremate, le “scassacazzi” son tornate.
Chi ha visto “Conoscenza carnale” di Mike Nichols sa che Sandy e Jonathan, i due amici protagonisti del film così chiamavano le “loro” ex compagne.
Un imprinting del genere è duro da smaltire. È facile anche per le donne cadere nella trappola: “le femmine sono maestre nello scassare la minchia”.
A proposito, ecco il “fallo”, i maschi che lamentano tali vessazioni dal “fu” gentil sesso non fanno i conti con “Willy”.
Luogo comune per luogo comune?
Parte tutto da lì: dall’insufficienza “penale”...
“Durata ai minimi termini” e “Orgasmi bianchi” conducono l’uomo alla brama di potere (vedi i politici), alla voglia di possesso, alla violenza, e troppo spesso ai femminicidi.
Tremate, tremate, gli “assassini di femmine” non se ne sono mai andati.
Sei mia e di nessun altro, non voglio confronti eh.
Eppoi c’è il marchio del DNA, quello non ammette altri riproduttori. Il Kurgan invasore (Riane Eisler ha scritto preziosissimi saggi sull’argomento) sottomette le popolazioni conquistate distruggendo ogni forma del sacro femminino. Brutalità, tortura, svilimento dell’amore e religione patriarcale, sono le sue armi.
La Sacra Dea viene trasformata in una fattrice vergine di proprietà celeste. Per questo la specie umana è andata come è andata, i peggiori, notoriamente più forti e prepotenti per ora hanno avuto la meglio.
Nihil sub sole novum, sole che a volte brucia come un rogo.
venerdì 17 settembre 2021
Barbero e gli ipocriti
https://www.rossellamonaco.it/barbero/












