venerdì 14 gennaio 2022

"NOLE" ME TANGERE


Interrogato tutta la notte alla dogana dell’aeroporto internazionale di Melbourne, si è visto invalidare l’esenzione dal vaccino obbligatorio, Djokovic forse non può giocare agli Australian Open.
“Visto negato, deportazione inevitabile”, scrive un giornalista del Corriere della sera, notate nulla?
“Deportazione …”
Ecco l’originale della BBC: "𝑨 𝒄𝒐𝒖𝒓𝒕 𝒘𝒊𝒍𝒍 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒅𝒆 𝒐𝒏 𝒉𝒊𝒔 𝒅𝒆𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒕𝒊𝒐𝒏 𝒐𝒏 𝑴𝒐𝒏𝒅𝒂𝒚 ". Lunedì un tribunale deciderà sulla sua espulsione.
“Espulsione”per il Corriere diventa “deportazione”.
Scelta linguistica assai preoccupante nevvero?
Nole è al momento rinchiuso in un hotel a Melbourne usato per la detenzione degli immigrati.
«Mio figlio è ostaggio in Australia, ma non è mai stato più libero» dice il padre Srdjan Djokovic.
Darrel Standing, protagonista del romanzo di Jack London “Il vagabondo delle stelle”, stretto nella terribile camicia di forza del penitenziario dove sta scontando una pena a vita evade dal corpo e viaggia felice nelle proprie esistenze passate.
Imprigionare gli spiriti liberi significa renderli più consapevoli. Aprirgli nuove strade.
Novak sta lottando per la sua e per la nostra libertà, per l’autodeterminazione citata niente di meno che nell’articolo 32 della Costituzione.
Noli me tangere, dice Nole.
Su di lui e sulla sua scelta di non assoggettarsi al rito omologante e coercitivo, è stato gettato fango, ci si è persino dimenticati dell’ingente somma che ha donato agli ospedali di Bergamo.
“I ricchi, i potenti, gli spregiudicati e i più dotati possono infischiarsene delle regole che ingabbiano gli invidiosi e i mediocri” scrive Gramellini ammettendo di far parte a pieno titolo di queste categorie.
Djokovic, spirito sensibile, è vegano, ama gli animali, la natura e si dà da fare per aiutare il prossimo, però la “brava gente” lo insulta, si riempie la bocca con il bene altrui e intanto divora animali sofferenti, distrugge foreste, affama il terzo mondo.
La dieta vegetariana protegge dal Covid al settantatré per cento, più del vaccino, lo dice il nuovo studio pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention and Healt, rivista americana specializzata nella nutrizione. Dire “lo faccio per me e per gli altri” avrebbe finalmente un senso.
La cosiddetta élite, il potere psicopatico, è emanata da una massa infelice, spesso inferocita contro il prossimo, livorosa verso gli originali, i diversi, le persone libere, quelli che la Morante chiama “i Felici Pochi”. Per ora la paura e l’invidia degli Infelici Molti, sosteneva la scrittrice, dettano le regole del mondo.
Ma…
“Non è detta
che prima ancora del giorno del Giudizio
Quei pazzi Felici Pochi non vi mettano in minoranza.
Forse vi converrebbe cominciare qualche esercizio
Per trovarvi preparati alla possibile circostanza.
Sarebbe una magnifica stravaganza
Di scavalcare tutti insieme i tempi brutti
In un allegro finale: FELICI TUTTI!”

lunedì 6 dicembre 2021

Il RISUS PASCHALIS di Maria Caterina Jacobelli


 


Dal libro di Maria Caterina Jacobelli "𝙄𝙡 𝙍𝙞𝙨𝙪𝙨 𝙋𝙖𝙨𝙘𝙝𝙖𝙡𝙞𝙨 𝙚 𝙞𝙡 𝙛𝙤𝙣𝙙𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙩𝙚𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙘𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙥𝙞𝙖𝙘𝙚𝙧𝙚 𝙨𝙚𝙨𝙨𝙪𝙖𝙡𝙚"
un passo insolito e rivoluzionario di San Tommaso.

venerdì 3 dicembre 2021

 




È MEGLIO AMMAZZARLI DA PICCOLI
Dai fratelli Grimm alla piccola Cosette prendersela con i bimbi è uno dei topos della narrativa di ogni tempo.
Più innocenti di così si muore.
Infatti Erode ne fa strage.
E non solo lui.
La big pharma Grünenthal per esempio intorno agli anni cinquanta-sessanta ne ha fatti nascere migliaia senza arti o con piccoli moncherini, vendendo alle loro mamme gravide un farmaco antinausea, la Talidomide, una molecola che crea gravi anomalie nel feto come la focomelia. La Grünenthal, nonostante si fosse accorta ben presto della teratogenicità del medicinale continuò a venderlo per qualche anno, insabbiando documenti, minacciando o corrompendo medici, ricercatori, giornalisti e chiunque si opponesse al suo crimine organizzato. «Gli avvocati dell’azienda arrivarono a sostenere che le lesioni a un feto non sono reati, in quanto il feto non ha diritti legali».
Nel 1996, la Pfizer approfitta di un’epidemia di meningite in Nigeria per sperimentare il suo nuovo farmaco il Trovan su duecento bimbi. Ne muoiono undici, mentre molti altri rimangono vittime di cecità, malformazioni e paralisi. Il Trovan è stato poi commercializzato per gli adulti fino al suo ritiro per l’alta tossicità epatica. Poi c’è il Zoloft, un trattamento contro la depressione, di nuovo malformazioni in molti nascituri. Potrei continuare ad libitum, la lista è immensa e per chi vuole, la documentazione facile da trovare (per ora).
Che fine avranno fatto la Grünenthal, la Pfizer e le altre big non citate, ma ugualmente pestifere? Domanda retorica, lo sanno tutti, vivono e vegetano sul mercato insieme ai loro loschi affari, ovviamente sono piene di cause e contenziosi, ma nessuno finisce in galera o paga, se non pochi spiccioli.
Ultima nuova, ai bimbi dai cinque ai dodici anni verrà inoculato il siero sperimentale anti covid, oltre al kit dei vaccini obbligatori. La prossima mossa delle big sarà espandere la fascia d’età dai neonati in su.
Ma i bimbi non avevano difese immunitarie con i contro? Fino all’altro ieri assolutamente sì, però le cose mutano velocemente e la narrazione va a braccio, anzi a deltoide. Adesso anche i pargoli possono morire tra sofferenze indotte e intubazioni forzate.
E soprattutto come la mettiamo con il nonnino?
Sentiamo cosa dice quel genio di Sburioni: «I figli sono gioie, felicità, etc. ma anche maligni amplificatori biologici che si infettano con i virus per loro quasi innocui, li replicano potenziandoli logaritmicamente e infine li trasmettono con atroci conseguenze per l’organismo di un adulto.»
Maligni amplificatori.
Una colonnina infame.
“È meglio ammazzarli da piccoli”.
Travaglio però contraddice: «Io al momento se avessi un bambino piccolo non lo vaccinerei nemmeno se mi puntano una pistola alla tempia, non mi fido, ci sono troppe contraddizioni per accontentarmi di un test su tremila bambini, aspetto che ne abbiano vaccinati qualche centinaia di migliaia.»
Della serie 𝙣𝙤𝙣𝙢𝙚𝙣𝙚𝙛𝙧𝙚𝙜𝙖𝙪𝙣𝙘𝙖𝙯𝙯𝙤 degli altri basta che non tocchiate il mio travaglino.
Conclude Bertolaso: «Il vaccino è il miglior regalo di Natale per voi piccini»
Come far perdere credibilità anche a Babbo Natale.
“Sono state oltrepassate le colonne d’Ercole” avrebbe detto Dostoevskij, “Se la futura armonia deve costare il prezzo anche di un solo piccolo battuto, io restituisco il biglietto”. Lo scrittore ha dedicato parte della sua vita alla lotta contro le violenze sui bambini, gli inermi per eccellenza. Più in basso nella scala dei diritti ci sono gli animali. Massacrati tra atroci sofferenze negli allevamenti intensivi, torturati nei laboratori, e via dicendo di orrore in orrore.
“𝘾𝙧𝙪𝙙𝙚𝙡𝙞𝙩𝙖𝙨 𝙞𝙣 𝙖𝙣𝙞𝙢𝙖𝙡𝙞𝙖 𝙚𝙨𝙩 𝙩𝙞𝙧𝙤𝙘𝙞𝙣𝙞𝙪𝙢 𝙘𝙧𝙪𝙙𝙚𝙡𝙞𝙩𝙖𝙩𝙞𝙨 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙖 𝙝𝙤𝙢𝙞𝙣𝙚𝙨” se riusciamo a capire il pensiero di Ovidio è fatta. La crudeltà sugli animali è l’apprendistato per la crudeltà contro gli uomini, e anche contro i bambini aggiungo.

venerdì 12 novembre 2021

PRETOFILIA


«Lasciate che i bambini vengano a me» l’ha detto Lui, è scritto sul Vangelo mica sulla lista della spesa, potrebbero obiettare gli ecclesiastici. Sì, ma sul Vangelo non c’è scritto che poi dovevate “ciularveli” in “maniera sistemica” brutalizzandone anima e corpo.  

“Une monstrueuse déflagration”, una mostruosa deflagrazione, così viene definito l’attuale rapporto Sauvé, nome del presidente della commissione, sulla pedofilia nella Chiesa francese. Negli ultimi 70 anni solo in questa nazione, le vittime abusate sono state 330.000.  Scoperti gli altarini, (ennò?), i religiosi hanno deciso di porvi rimedio, di rimborsare gli agnellini sacrificati all’ingordigia ecclesiastica vendendo una parte dei loro infiniti beni immobiliari.
Sapete dove è stata presa la decisione dei vescovi? A Lourdes.
Un miracolo tira l’altro.
Vendendo “grazie” e gadget la farsa continua.  

Nel blog del sito https://www.rossellamonaco.it/pretofilia/ un capitolo del mio romanzo “distopicomico”, “Orgasmi geneticamente modificati” – Effequ editore, inerente all’argomento, dove un personaggio straordinariamente “distopico” compie un’inesorabile vendetta…

mercoledì 3 novembre 2021

Evviva i No-Pappa di Altan

 

Evviva i No-Pappa di Altan


Il nostro genio del fumetto ha davvero bisogno di lisciare opportunisticamente il potere disegnando una vignetta con un bimbo allarmato che rifiuta il boccone di cibo? Il piccino si proclama un “No Pappa”.
Si stenta a credere sia lo stesso Altan di Trino, il divertente Dio stressato dal troppo lavoro. “Io esistoo” urla Trino al cielo in una crisi d’identità. 
Bei tempi.

Tra l’altro la battuta non è nemmeno originale, la rete trabocca slogan simili. Il più famoso? “Io ho deciso non mi fermo ai semafori! Io sono No-Sem”. Davvero aveva bisogno di scopiazzare ‘sta robetta puerile?  Allora potrei fare l’esempio di Napoli dove i “No-Sem” sono una miriade. “Zuccheriè” mi diceva Luciano De Crescenzo, “Per noialtri napoletani il semaforo rosso è solo un consiglio”. Fossero altrettanto filosofe, limitandosi ai suggerimenti, le multinazionali del farmaco non farebbero soldi a strafottere. 

Caro Dio Trino, perché rischiare di cadere in quella che Kundera chiama l’immortalità ridicola. Lo scrittore fa un mirabile esempio mettendo a confronto Goethe e Beethoven. I due geni passeggiando per un viale termale si trovarono improvvisamente davanti l’imperatrice con la sua famiglia e la corte. Vedendoli Goethe si fece da parte e si tolse il cappello, mentre Beethoven si calcò ben bene il suo sulla fronte, continuando a camminare. Quando Goethe lo raggiunse, Beethoven gli disse tutto quello che pensava del suo servile comportamento da lacchè. 
Per lungo tempo l’autore del Faust fu ricordato solo per questo, era caduto nell’immortalità ridicola. L’impasse ormai dimenticata è però impressa per sempre nel libro di Milan Kundera, “L’immortalità”. 
Altan dovrà aspettare il giudizio della storia. 
Cosa diranno le generazioni future sull’accettazione passiva e camaleontica di chi come lui avrebbe potuto far sentire la sua voce? 
Dov’era finita la satira? Si chiederanno.  
Perché mai il fumettista italiano si era unito all’élite maggioritaria nello spingere l’ombrello nel retto degli italiani? 
Ai posteri l’ardua sentenza, appunto.

P.S.

Vediamo il lato positivo della vignetta. Se la estrapoliamo dal contesto green pass, il bambino ha perfettamente ragione a essere un No-Pappa. Con tutte le schifezze imboccate ai pargoli tale presa di coscienza è auspicabile. Pappe tossiche, zeppe di ormoni, antibiotici, anabolizzanti, zuccheri, grassi saturi, coloranti e “last but not least” l’orribile pratica di costringere bimbi innocenti a mangiare altrettanti animali innocenti. Salvo poi fargli vedere una mucca in televisione e dirgli, bella nevvero? Sì mamma, bellissima, ma non è mica quella che mi hai messo nel piatto? No caro, quella è carne, è un’altra cosa. La dissociazione cognitiva accompagnerà per sempre l’infante che infelice e obeso ingurgiterà hamburger convinto di mangiare un distillato di sorrisi bovini pascolanti in spot mentali. 
Dunque lunga vita ai No-Pappa! 


martedì 26 ottobre 2021

Sono tornati gli ultracorpi



Il regista Don Siegel, nel film del ‘56 “L’invasione degli ultracorpi”, ci mostra un’umanità vuota molto simile a quella dei nostri tempi. La differenza? Loro sono diventati così perché contaminati da semi provenienti dallo spazio.
Il protagonista rientrando da un viaggio di lavoro si accorge di come gli abitanti del suo paesino siano cambiati pur essendo rimasti gli stessi.
Dov’è il busillis?
Se tuo zio o un amico ti stringono la mano facendo le solite battute perché preoccuparsi? Semplice. Perché i semi spaziali di cui sopra, gli hanno cassato i sentimenti. Nulla è cambiato esteriormente o nei modi di fare, a parte una piccola porzione di cervello finita nello sciacquone.
Come possono dei semi spaziali aver provocato tutto ciò?
Ancora più semplice.
Sono diventati dei grossi baccelli, tipo quelli dei piselli, lì dentro hanno formato, cellula per cellula, gli umani da sostituire, sputando fuori delle copie perfette.
E la sostituzione?
Basta addormentarsi e si viene assorbiti dal proprio clone. Non c’è neanche da seppellire il cadavere. «Su fai la nanna, dopo starai meglio.» dice il doppione all’amico non ancora “baccellonato”. L’omologazione è indispensabile per la sopravvivenza dei clonati. Un solo individuo desto può crearti uno scompiglio pazzesco, si rischia l’effetto domino, e poi che facciamo ricominciamo daccapo?
O mettiamo gli irriducibili al rogo?
Naa.
Son metodi superati. Gli piazziamo il baccellone o “cosone” come lo chiamavano Tognazzi e Vianello in una parodia del film di Don Siegel, in cantina o nel salotto buono.
Voilà il dissidente si risveglia addormentato.
Vi ricorda qualcosa?
Facciamo finta che i semi spaziali rappresentino i diversi mezzi di comunicazione, tv, radio, computer, eccetera. I baccelloni le nostre calde coltri mentali dove poppiamo linfa mediatica. Eccoci trasformati in anaffettivi “cosoni”.
E guai a chi tenta di svegliarci, il sonnellino è sacro, pure se va avanti per tutta la vita. Dormendo persino la morte è sconfitta: i “morti” non muoiono, tutt’al più si rimboccano la lapide, come diceva qualcuno.
Congelato il sentimento di appartenenza al Tutto Cosmico, alla Madre Terra, sbiadito pure il dio cristiano, (mascherine e distanziamento hanno dato il colpo di grazia) l’essere umano si butta tra le braccia scientiste della medicina. Cerca la coesione attraverso la ripetizione ossessiva di una mimica conformante. Un gesto rituale.
Il buco.
Non più “sballo” da rivendicare contro il Sistema è il Sistema stesso a entrarti nel sangue.
L’omologazione sostituisce l’empatia. Uniformati ci amiamo, ignari di amare narcisisticamente una fotocopia.“Fermatevi il mondo intero è in pericolo, ascoltatemi o sarà troppo tardi, fermatevi” urla il protagonista del film mentre le macchine gli fanno il contro pelo su un’autostrada americana.
“FERMATEVI!”

P. S. “L’invasione degli ultracorpi” è un film da non perdere, soprattutto considerando questi tempi bui. Negli anni ’50 in America il maccartismo costringeva le Major a produrre film non impegnati ideologicamente e tantomeno simpatizzanti con i bolscevichi, così i registi contestatari usavano i B-Movie, soprattutto di fantascienza, per far passare attraverso allegorie più o meno fantasiose i loro messaggi.

mercoledì 6 ottobre 2021

 Reietti in Corsica




“Lo stile dei racconti, sarcastico, dissacrante, comico-surreale, dove si mescola il più puro anelito al raggiungimento della perfezione con il bieco materialismo di un mondo spesso, grezzo, grossolano, si colora di  inaspettati colpi di scena, si avvale di rapidi ribaltamenti delle situazioni narrative, si destreggia tra performances di tipo sessuale, aneliti di libertà, raffinati progetti di vendetta in cui i personaggi si muovono, sempre ricercando, a panorami deliranti, soluzioni originali, inaspettate, talvolta assurde: mai banali.”