venerdì 3 dicembre 2021
venerdì 12 novembre 2021
PRETOFILIA
«Lasciate che i bambini vengano a me» l’ha detto Lui, è scritto sul Vangelo mica sulla lista della spesa, potrebbero obiettare gli ecclesiastici. Sì, ma sul Vangelo non c’è scritto che poi dovevate “ciularveli” in “maniera sistemica” brutalizzandone anima e corpo.
“Une monstrueuse déflagration”, una mostruosa deflagrazione, così viene definito l’attuale rapporto Sauvé, nome del presidente della commissione, sulla pedofilia nella Chiesa francese. Negli ultimi 70 anni solo in questa nazione, le vittime abusate sono state 330.000. Scoperti gli altarini, (ennò?), i religiosi hanno deciso di porvi rimedio, di rimborsare gli agnellini sacrificati all’ingordigia ecclesiastica vendendo una parte dei loro infiniti beni immobiliari.
Sapete dove è stata presa la decisione dei vescovi? A Lourdes.
Un miracolo tira l’altro.
Vendendo “grazie” e gadget la farsa continua.
Nel blog del sito https://www.rossellamonaco.it/pretofilia/ un capitolo del mio romanzo “distopicomico”, “Orgasmi geneticamente modificati” – Effequ editore, inerente all’argomento, dove un personaggio straordinariamente “distopico” compie un’inesorabile vendetta…
mercoledì 3 novembre 2021
Evviva i No-Pappa di Altan
Evviva i No-Pappa di Altan
Il nostro genio del fumetto ha davvero bisogno di lisciare opportunisticamente il potere disegnando una vignetta con un bimbo allarmato che rifiuta il boccone di cibo? Il piccino si proclama un “No Pappa”.
Si stenta a credere sia lo stesso Altan di Trino, il divertente Dio stressato dal troppo lavoro. “Io esistoo” urla Trino al cielo in una crisi d’identità.
Bei tempi.
Tra l’altro la battuta non è nemmeno originale, la rete trabocca slogan simili. Il più famoso? “Io ho deciso non mi fermo ai semafori! Io sono No-Sem”. Davvero aveva bisogno di scopiazzare ‘sta robetta puerile? Allora potrei fare l’esempio di Napoli dove i “No-Sem” sono una miriade. “Zuccheriè” mi diceva Luciano De Crescenzo, “Per noialtri napoletani il semaforo rosso è solo un consiglio”. Fossero altrettanto filosofe, limitandosi ai suggerimenti, le multinazionali del farmaco non farebbero soldi a strafottere.
Caro Dio Trino, perché rischiare di cadere in quella che Kundera chiama l’immortalità ridicola. Lo scrittore fa un mirabile esempio mettendo a confronto Goethe e Beethoven. I due geni passeggiando per un viale termale si trovarono improvvisamente davanti l’imperatrice con la sua famiglia e la corte. Vedendoli Goethe si fece da parte e si tolse il cappello, mentre Beethoven si calcò ben bene il suo sulla fronte, continuando a camminare. Quando Goethe lo raggiunse, Beethoven gli disse tutto quello che pensava del suo servile comportamento da lacchè.
Per lungo tempo l’autore del Faust fu ricordato solo per questo, era caduto nell’immortalità ridicola. L’impasse ormai dimenticata è però impressa per sempre nel libro di Milan Kundera, “L’immortalità”.
Altan dovrà aspettare il giudizio della storia.
Cosa diranno le generazioni future sull’accettazione passiva e camaleontica di chi come lui avrebbe potuto far sentire la sua voce?
Dov’era finita la satira? Si chiederanno.
Perché mai il fumettista italiano si era unito all’élite maggioritaria nello spingere l’ombrello nel retto degli italiani?
Ai posteri l’ardua sentenza, appunto.
P.S.
Vediamo il lato positivo della vignetta. Se la estrapoliamo dal contesto green pass, il bambino ha perfettamente ragione a essere un No-Pappa. Con tutte le schifezze imboccate ai pargoli tale presa di coscienza è auspicabile. Pappe tossiche, zeppe di ormoni, antibiotici, anabolizzanti, zuccheri, grassi saturi, coloranti e “last but not least” l’orribile pratica di costringere bimbi innocenti a mangiare altrettanti animali innocenti. Salvo poi fargli vedere una mucca in televisione e dirgli, bella nevvero? Sì mamma, bellissima, ma non è mica quella che mi hai messo nel piatto? No caro, quella è carne, è un’altra cosa. La dissociazione cognitiva accompagnerà per sempre l’infante che infelice e obeso ingurgiterà hamburger convinto di mangiare un distillato di sorrisi bovini pascolanti in spot mentali.
Dunque lunga vita ai No-Pappa!
martedì 26 ottobre 2021
Sono tornati gli ultracorpi
Il regista Don Siegel, nel film del ‘56 “L’invasione degli ultracorpi”, ci mostra un’umanità vuota molto simile a quella dei nostri tempi. La differenza? Loro sono diventati così perché contaminati da semi provenienti dallo spazio.
Il protagonista rientrando da un viaggio di lavoro si accorge di come gli abitanti del suo paesino siano cambiati pur essendo rimasti gli stessi.
Dov’è il busillis?
Se tuo zio o un amico ti stringono la mano facendo le solite battute perché preoccuparsi? Semplice. Perché i semi spaziali di cui sopra, gli hanno cassato i sentimenti. Nulla è cambiato esteriormente o nei modi di fare, a parte una piccola porzione di cervello finita nello sciacquone.
Come possono dei semi spaziali aver provocato tutto ciò?
Ancora più semplice.
Sono diventati dei grossi baccelli, tipo quelli dei piselli, lì dentro hanno formato, cellula per cellula, gli umani da sostituire, sputando fuori delle copie perfette.
E la sostituzione?
Basta addormentarsi e si viene assorbiti dal proprio clone. Non c’è neanche da seppellire il cadavere. «Su fai la nanna, dopo starai meglio.» dice il doppione all’amico non ancora “baccellonato”. L’omologazione è indispensabile per la sopravvivenza dei clonati. Un solo individuo desto può crearti uno scompiglio pazzesco, si rischia l’effetto domino, e poi che facciamo ricominciamo daccapo?
O mettiamo gli irriducibili al rogo?
Naa.
Son metodi superati. Gli piazziamo il baccellone o “cosone” come lo chiamavano Tognazzi e Vianello in una parodia del film di Don Siegel, in cantina o nel salotto buono.
Voilà il dissidente si risveglia addormentato.
Vi ricorda qualcosa?
Facciamo finta che i semi spaziali rappresentino i diversi mezzi di comunicazione, tv, radio, computer, eccetera. I baccelloni le nostre calde coltri mentali dove poppiamo linfa mediatica. Eccoci trasformati in anaffettivi “cosoni”.
E guai a chi tenta di svegliarci, il sonnellino è sacro, pure se va avanti per tutta la vita. Dormendo persino la morte è sconfitta: i “morti” non muoiono, tutt’al più si rimboccano la lapide, come diceva qualcuno.
Congelato il sentimento di appartenenza al Tutto Cosmico, alla Madre Terra, sbiadito pure il dio cristiano, (mascherine e distanziamento hanno dato il colpo di grazia) l’essere umano si butta tra le braccia scientiste della medicina. Cerca la coesione attraverso la ripetizione ossessiva di una mimica conformante. Un gesto rituale.
Il buco.
Non più “sballo” da rivendicare contro il Sistema è il Sistema stesso a entrarti nel sangue.
L’omologazione sostituisce l’empatia. Uniformati ci amiamo, ignari di amare narcisisticamente una fotocopia.“Fermatevi il mondo intero è in pericolo, ascoltatemi o sarà troppo tardi, fermatevi” urla il protagonista del film mentre le macchine gli fanno il contro pelo su un’autostrada americana.
“FERMATEVI!”
P. S. “L’invasione degli ultracorpi” è un film da non perdere, soprattutto considerando questi tempi bui. Negli anni ’50 in America il maccartismo costringeva le Major a produrre film non impegnati ideologicamente e tantomeno simpatizzanti con i bolscevichi, così i registi contestatari usavano i B-Movie, soprattutto di fantascienza, per far passare attraverso allegorie più o meno fantasiose i loro messaggi.
mercoledì 6 ottobre 2021
“Lo stile dei racconti, sarcastico, dissacrante, comico-surreale, dove si mescola il più puro anelito al raggiungimento della perfezione con il bieco materialismo di un mondo spesso, grezzo, grossolano, si colora di inaspettati colpi di scena, si avvale di rapidi ribaltamenti delle situazioni narrative, si destreggia tra performances di tipo sessuale, aneliti di libertà, raffinati progetti di vendetta in cui i personaggi si muovono, sempre ricercando, a panorami deliranti, soluzioni originali, inaspettate, talvolta assurde: mai banali.”
giovedì 23 settembre 2021
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“Sette delitti, sette donne uccise presumibilmente da sette uomini” dice Barbara Palombelli, poi dice, “A volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, oppure c’è stato un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte?”
Tremate, tremate, le “scassacazzi” son tornate.
Chi ha visto “Conoscenza carnale” di Mike Nichols sa che Sandy e Jonathan, i due amici protagonisti del film così chiamavano le “loro” ex compagne.
Un imprinting del genere è duro da smaltire. È facile anche per le donne cadere nella trappola: “le femmine sono maestre nello scassare la minchia”.
A proposito, ecco il “fallo”, i maschi che lamentano tali vessazioni dal “fu” gentil sesso non fanno i conti con “Willy”.
Luogo comune per luogo comune?
Parte tutto da lì: dall’insufficienza “penale”...
“Durata ai minimi termini” e “Orgasmi bianchi” conducono l’uomo alla brama di potere (vedi i politici), alla voglia di possesso, alla violenza, e troppo spesso ai femminicidi.
Tremate, tremate, gli “assassini di femmine” non se ne sono mai andati.
Sei mia e di nessun altro, non voglio confronti eh.
Eppoi c’è il marchio del DNA, quello non ammette altri riproduttori. Il Kurgan invasore (Riane Eisler ha scritto preziosissimi saggi sull’argomento) sottomette le popolazioni conquistate distruggendo ogni forma del sacro femminino. Brutalità, tortura, svilimento dell’amore e religione patriarcale, sono le sue armi.
La Sacra Dea viene trasformata in una fattrice vergine di proprietà celeste. Per questo la specie umana è andata come è andata, i peggiori, notoriamente più forti e prepotenti per ora hanno avuto la meglio.
Nihil sub sole novum, sole che a volte brucia come un rogo.
venerdì 17 settembre 2021
Barbero e gli ipocriti
https://www.rossellamonaco.it/barbero/





